Muller Thurgau
Colterenzio· · Annata 2019
Come si presenta.
La storia nel bicchiere.
Nel cuore dell’Alto Adige, tra meleti e castelli, la cantina Colterenzio rappresenta l’anima cooperativa di una viticoltura di montagna. Fondata nel 1960 a Cornaiano, riunisce famiglie di vignaioli che coltivano con rispetto i ripidi pendii dolomitici. Il Müller Thurgau 2019 nasce da viticoltura integrata, metodo che bilancia tradizione e sostenibilità senza rinunciare alla qualità. Le uve provengono da vigneti che godono di giornate soleggiate e notti fresche, condizioni ideali per preservare gli aromi varietali. L’annata 2019 ha regalato uve sane, vendemmiate con cura. In cantina, la filosofia è minimale: pressatura soffice, fermentazione a temperatura controllata e breve affinamento in condizioni protette per esaltare la purezza varietale. Il vino si presenta con un colore giallo paglierino dai riflessi verdolini, profumi di fiori bianchi, agrumi e pesca, e un sorso agile, sapido, di pronta beva. Un bianco che incarna l’anima alpina: essenziale, cristallino, capace di accompagnare la tavola quotidiana con discreta eleganza.
2019 · IGT Vigneti delle Dolomiti · ottima
La stagione 2019 è stata più calda della media, con temperature estive superiori di 2.2°C e un accumulo termico (GDD) significativamente più elevato. Le precipitazioni totali sono state leggermente sopra la media, ma con un regime pluviometrico simile in agosto-settembre.
Il profilo sensoriale è generato da AI con confidenza 0.89, basato su dati di vinificazione in acciaio senza malolattica e clima fresco dell'Alto Adige. L'assenza di dati su vitigno, regione e alcol impone prudenza: le dominanze di acidità e aromaticità sono coerenti con il Müller Thurgau, ma i valori esatti potrebbero discostarsi da un campione reale.
Colterenzio.
Es war im Jahr 1960, als 26 Weinbauern aus Schreckbichl bei Eppan ihre eigene Genossenschaft gründeten, um von den damaligen Weinhändlern unabhängiger zu sein. Diese Rebellen benannten die neu gegründete Genossenschaft nach ihrer Heimat, dem kleinen Weiler Schreckbichl, im italienischen „Colterenzio“. Pioniere waren die Schreckbichler Weinbauern aber auch, denn nach der Gründung begannen sie konsequent an der Qualitätsspirale zu drehen. Initialzünder war Luis Raifer, der 1979 als Geschäftsführer in die junge Genossenschaft einstieg. Als er von einer Studienreise durch Kalifornien nach Südtirol zurückkehrte, hatte er Großes vor. Es waren die 1980er Jahre, Südtirol war vor allem Rotweinland, die Qualität war mittelmäßig. Raifer, selbst Weinbauer, erkannte das Potential Südtirols, Qualitätsweine hervorzubringen. Das Terroir war günstig, genügend Rebflächen vorhanden und die Weinbauern tüchtig. Als ersten Schritt ersetzte er auf seinem Weinberg „Lafóa“, einem sonnenverwöhnten Bergrücken hi