Cabernet Sauvignon Lafóa
Cantina Colterenzio (Kellerei Schreckbichl)Alto Adige (Südtirol) · Italia · Annata 2017
Come si presenta.
La storia nel bicchiere.
Dalle pendici delle Alpi altoatesine nasce questo Cabernet Sauvignon 2017 della Cantina Colterenzio, storica cooperativa di Schreckbichl. In un territorio dove la vite convive con i meli e le cime innevate, il microclima di montagna regala escursioni termiche che esaltano la freschezza e la complessità varietale. La conduzione integrata del vigneto rispetta l'equilibrio naturale, limitando gli interventi chimici e favorendo la biodiversità. L'annata 2017, calda e soleggiata, ha permesso una maturazione ottimale delle uve, preservando al contempo l'acidità grazie alle notti fresche autunnali. Il risultato è un rosso che unisce la struttura tipica del Cabernet Sauvignon a un profilo alpino, fatto di tannini vellutati e una spina acida vibrante. Un vino che racconta l'incontro tra la potenza del vitigno internazionale e l'eleganza del terroir sudtirolese, ideale per accompagnare la cucina di terra e i sapori decisi della tradizione alpina.
2017 · Alto Adige (Südtirol) · ottima
Temperature medie estive superiori alla media storica di 2.3°C e GDD nettamente più elevati (1880 vs 1642). Precipitazioni totali leggermente sopra media, ma agosto e settembre eccezionalmente piovosi con 294.7 mm e 24 giorni di pioggia.
Cabernet Sauvignon in Alto Adige, clima fresco, sviluppa acidità elevata e tannini strutturati ma eleganti. L'affinamento di 18 mesi in botte grande neutra preserva il carattere varietale e ammorbidisce i tannini. L'annata 2017, ora con 8 anni, è in perfetta finestra di beva, con integrazione di frutto, note erbacee e complessità terziaria emergente.
Cantina Colterenzio (Kellerei Schreckbichl).
Rebellen & Pioniere Das ist unsere (junge) Geschichte: Es war im Jahr 1960 , als 26 Weinbauern aus Schreckbichl bei Eppan ihre eigene Genossenschaft gründeten, um von den damaligen Weinhändlern unabhängiger zu sein. Diese Rebellen benannten die neu gegründete Genossenschaft nach ihrer Heimat, dem kleinen Weiler Schreckbichl, im italienischen „Colterenzio“. Pioniere waren die Schreckbichler Weinbauern aber auch, denn nach der Gründung begannen sie konsequent an der Qualitätsspirale zu drehen. Initialzünder war Luis Raifer, der 1979 als Geschäftsführer in die junge Genossenschaft einstieg. Als er von einer Studienreise durch Kalifornien nach Südtirol zurückkehrte, hatte er Großes vor. Es waren die 1980er Jahre, Südtirol war vor allem Rotweinland, die Qualität war mittelmäßig. Raifer, selbst Weinbauer, erkannte das Potential Südtirols, Qualitätsweine hervorzubringen. Das Terroir war günstig, genügend Rebflächen vorhanden und die Weinbauern tüchtig. Als ersten Schritt ersetzte er auf seine